Profumatori per ambiente fai da te

L’autunno è la stagione in cui riempio la casa di profumatori per ambiente. Ne ho di tutti i tipi ma da qualche anno a questa parte preferisco di gran lunga le tart in cera da fondere, quelle della Yankee Candle nello specifico. Mi piacciono perchè, oltre a profumare l’ambiente e renderlo più accogliente e “caldo”, la cera della tart viene fusa da una candela aggiungendo così anche quel bellissimo punto luce che solo la sua fiamma può dare.

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Le Yankee Candle tart le conoscerai sicuramente ma, considerando che il costo di 10 tarts equivale a 2 kg di cera di soia (non paraffina) e almeno un olio essenziale, perchè non farcele da sole?

Nel tutorial su come fare le candele in cera di soia ti ho raccontato perchè è meglio preferire una cera naturale rispetto alla paraffina e, a parte questo, la cera di soia è perfetta per le tart perchè dura molto più a lungo.

Come fare le Yankee Candle Tart

Realizzare profumatori per ambiente in cera da fondere è davvero una sciocchezza, bastano pochi minuti, ma ho trovato indicazioni che non si adattano bene alle tart in cera di soia. Seguendo le ricette per quelle in paraffina, mi sono ritrovata ad avere tart che non si solidificavano del tutto a causa dell’eccessiva quantità di olio profumato, e troppo spesse.

Sperimentando un po’, ho trovato la quantità giusta di cera e di olio essenziale per ottenere tart solide e che si possono frazionare facilmente. Di solito con una tealight uso al massimo mezza tart, una intera è troppo rispetto alla tealight che, al massimo, dura al massimo 3/4 ore. A meno che tu non abbia una stanza molto ampia e un bruciatore per essenze di dimensioni piuttosto grandi, allora puoi senz’altro usarla intera e sostituire la tealight appena si spegne.

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Dosi per una tart:

  • 30 grammi di cera
  • 3, massimo 4, grammi di olio essenziale

I materiali che ho usato li puoi trovare tutti nel tutorial Come fare candele in cera di soia, ho poi utilizzato stampi in silicone per muffin che, mi raccomando, saranno da destinare solo a questo scopo perchè il profumo degli oli essenziali non andrà via molto facilmente. A meno che tu non voglia muffin alla lavanda o al teatree…

Con queste dosi puoi fare una tart di un paio di cm di spessore, perfetta per un diffusore standard adatto ad una stanza di dimensioni medie.

Come fare le tart profumate

La cera di soia si fonde molto velocemente, già a 50° è completamente sciolta, per una tart da 30 gr. si impiegano davvero pochissimi minuti. Ho così preferito usare un pentolino per bagnomaria abbastanza piccolo per farne una alla volta in modo da avere sempre la giusta quantità di cera e poter cambiare colore ogni volta.

Ho versato la cera negli stampini e, visto le piccole dimensioni, ho aggiunto gli oli profumati dopo. Non c’è bisogno di mischiare molto, cera e olio essenziale si miscelano molto bene in un paio di giri con uno stuzzicadenti o un piccolo bastoncino.

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Gli oli profumati non hanno tutti la stessa intensità, quelli 100% naturali o fatti artigianalmente sono più leggeri rispetto a quelli industriali. Anche se la profumazione non è forte, non ti consiglio di superare i 4 grammi perchè vanno a depositarsi alla base della tart impedendo alla cera di solidificarsi. Se capita alle tart che fai per te poco male, rimangono mollicce alla base ma si possono usare ugualmente, se però vuoi regalarle non sono molto belle da vedere.

Oltre alla fragranza, puoi inserire anche petali di fiori o spezie che galleggeranno nella cera fusa, sono molto carine quelle che ho fatto con i boccioli di geranio e di lavanda!

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Cosa fare quando la tart non profuma più

Una mezza tart di solito la uso per due o anche tre volte, dipende dalla profumazione. Quando noto che il profumo è definitivamente finito, riciclo la cera mettendola in un barattolo per creare candele e tea lights. Per togliere la cera dal diffusore aspetto che sia del tutto fredda, al limite la lascio qualche minuto in frigorifero o fuori dalla finestra se è inverno, poi faccio leva con una spatola o un coltello. Verrà via in pezzi già pronti per essere sciolti di nuovo.

Stefania Gatta

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