Tipi di tessuti naturali: le fibre di origine vegetale

tipi di tessuti

I tessuti naturali rispettano tradizioni secolari, pur essendo soggetti a tecniche che continuano a evolversi negli anni.

Le fibre naturali si dividono in due maxi-gruppi: quelle naturali, ricavate da vari tipi di piante, e quelle animali, derivanti invece dall’allevamento di animali.

Vantaggi e svantaggi dei tessuti naturali

I processi di lavorazione di questa tipologia di tessuti sono solitamente attenti all’ambiente; infatti, si sta cercando di ridurre al minimo l’uso di tossine e i processi chimici impattanti.

I capi prodotti con le fibre naturali sono biodegradabili, traspiranti e forniscono generalmente un buon contatto con il corpo, ma presentano costi di produzione più elevati rispetto ai tessuti sintetici.

Le fibre naturali di origine vegetale

Analizzando le fibre di origine vegetale, occorre considerare che esistono una pluralità di tipologie, che possono essere raggruppate in determinate categorie.

tessuti naturali

Fibre da seme

Cotone

É indubbiamente la fibra più usata al mondo, attraverso un processo che sfrutta la cellulosa presente in questa pianta. I caratteri fisici della fibra in cotone sono principalmente la lunghezza, la resistenza, la finezza e l’elasticità.

Il cotone presenta doti che rendono la sua fibra particolarmente confortevole, dal momento che non irrita la pelle, permette un alto grado di assorbimento dell’umidità e di conduzione, favorendo quindi il mantenimento del calore corporeo. Le sue caratteristiche di traspirabilità, inoltre, favoriscono l’evaporazione e la dispersione dell’umidità assorbita.

Fibre da fusto

In questo caso si prende in considerazione la corteccia di diverse piante che contengono una cellulosa poco lignificata: le fibre si ottengono da un processo di macerazione della parte legnosa.

Lino

Fibra nota per la sua resistenza. Storicamente è stata una delle prime materie a essere raccolta, filata e tessuta. La fibra si ottiene dai fasci conduttori che portano l’acqua dalla radice alle foglie.

Alla fase di coltivazione, seguono quelle di raccolta (effettuata prima della maturazione dei semi per evitare la lignificazione), macerazione (momento in cui la fibra viene separata dalla pectina) ed essicazione (dove vengono separate le fibre dalle componenti legnose).

Il lino ha generalmente un colorito giallognolo, per via di un pigmento naturale ma, se non viene macerato in modo ottimale, assume una colorazione tendente al verde.

Viene spesso sbiancato con soluzioni di candeggina, seppure le fibre soffrano il processo di sbiancamento, diventando più deboli.

Canapa

Viene utilizzata per la produzione di abbigliamento, cordami e carta. La caratteristica principale della canapa è la resistenza, per questo viene sempre più frequentemente presa in considerazione per la produzione di materiali da costruzione, anche in sostituzione della plastica, con il vantaggio di essere ecocompatibile.

Particolarmente apprezzabile il fatto che la coltivazione della canapa abbia un bassissimo impatto ambientale e che non richieda l’uso di pesticidi e additivi chimici.

Iuta (o juta)

È una fibra ottenuta dalla lavorazione degli steli di piante del genere Corchorus capsularis eC. olitorius

Viene usata soprattutto per confezionare sacchetti particolarmente resistenti, fornendo sostentamento a milioni di piccoli agricoltori di varie aree del mondo.

Quello della iuta è un segmento che potrebbe avere un’ampia diffusione grazie a investimenti in risorse e competenze, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

In termini di agricoltura e sostenibilità, la iuta riveste una funzione importante dal momento che rappresenta un materiale ecologico ed economico.

Ramié (o ramia)

Pianta originaria dell’Asia orientale, la fibra si ricava dalla corteccia della Boehmeria nivea, simile all’ortica, proveniente dalla Cina, dove è utilizzata per la fabbricazione di spago, fili e il cosiddetto lino cinese.

Si tratta di una fibra cellulosica, simile alla viscosa, caratterizzata da un filato bianco dall’aspetto setoso e molto resistente, con forti capacità assorbenti.

Ad oggi viene trattata tramite procedimenti chimici, anche se sono in via di sviluppo processi meccanici caratterizzati da un minor impatto sull’ambiente.

La fibra di ramiè viene usata per la creazione di capi di abbigliamento, ma anche teli, sacchi, corde, vele e un determinato tipo di carta particolarmente pregiata.

Dal momento che è poco resistente e che non assorbe sufficientemente i colori, viene molto spesso miscelata con altre fibre naturali quali cotone, lino e canapa.

Abaca

L’Abaca (Musa textilis) è costituita da un arbusto di dimensione medio-grande che può raggiungere i 3 metri di altezza. La pianta è originaria delle Filippine e appartiene alle Musaceae, la stessa famiglia del banano.

La fibra di abaca è molto resistente alla rottura, pertanto viene impiegata principalmente per la produzione di corde per barche. Inoltre, recentemente, ha iniziato a essere presa in considerazione dall’industria alimentare per il confezionamento delle bustine di tè e tisane poiché, tramite la fibra, si possono realizzare gli involucri.

L’abaca viene inoltre impiegata anche nel processo di produzione delle banconote e della carta da sigarette, nonché per realizzare tappeti e borse alla moda.

Fibre da noce

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Cocco

Quelle del cocco sono le uniche fibre vegetali che si ottengono da un frutto.

La fibra ligno-cellulosica del cocco si ricava dal mesocarpo, la parte intermedia della noce.

Il processo di produzione si basa sulla macerazione in acqua; successivamente, la sostanza si carda a macchina, si lava, si essicca, si pettina e quindi si foggia in balle.

Si ottiene così una fibra dura per via dell’alto contenuto di lignina, un polimero naturale.

A livello comparativo, il tessuto è molto resistente (sia all’umidità che al logorio meccanico), ma molto meno elastico del cotone; viene pertanto impiegato per creare abiti, accessori, tappezzerie per mobili e materassi, spazzole, geotessili e corde.

Se desideri approfondire queste tematiche, puoi consultare l’articolo sui tessuti naturali di Carnet, specialista italiano di stoffe a metraggio del Gruppo Ratti.

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